respiri, ancora, affannosamente
attaccato a una flebo
di dolore
anestetizzato
dormi, senza sonno riposi
gli occhi avviliti
dalla sofferenza
opprimente
e te ne vai
senza rumore,
senza parole.



Ho tanto pensato a cosa scrivere per salutare il mio rientro sul blog che adesso non posso far altro che...
Quelli della notte sono personaggi strani, spesso popolano sogni e incubi degli abitanti dell'altra parte di mondo, quello visibile, quello reale, quello che tutti chiamano vita; eppure la notte ha una sua anima che sfugge a chi resta sveglio per divertimento, alcool, sesso e ricordi annebbiati... L'anima triste e meditabonda del buio mi ha sempre inseguita senza mai trovarmi, troppo addormentata per darle retta o troppo sedata per sentire anche il suo dolore; e invece stanotte l'ho trovata. Era lì, nello stretto spiraglio di luce che filtrava dalla porta del reparto, e mi aspettava senza tremare, ferma e decisa a rimanere finché non mi fossi decisa ad affrontarla, chiudendola dietro a una porta o immergendomi dentro di essa. Ho scelto la seconda opzione, costretta -lo ammetto- da un test 'con stress da deprivazione del sonno', ed ho provato ad ascoltarla, sapendo che da tempo cercava di parlarmi... Dopo l'iniziale stordimento dovuto alla sonnolenza sono riuscita a capire quello che da tempo voleva dirmi, e vista la mia immensa bontà, ho pensato di condividere con voi questa fantastica scoperta: di notte non c'è fila nemmeno alle macchinette del caffè!
P.S. Qualcuno dica all'omino delle ricariche che è finito il cacao!!!